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SUMMARY:Quelle Strane Facce di Legno – in mostra con GiocArte
DESCRIPTION:\nin mostra con GiocArte\n\n\n\nBurattini in mostra e GiocArte Atelierper il ciclo GiocArte – dal 1 al 16 aprile 2003\n\n\n\nprogramma-attività:\n\n\n\n\n\n\n\nPresentazione a cura di: Vittorio Spampinato e Dr.Gian Paolo Borghi, Direttore del Centro Etnografico Ferrarese\n\n\n\nInterventi tecnici:\n\n\n\nMastro Burattinaio Riccardo Pazzaglia\n\n\n\nIdeazione, allestimento, organizzazione:\n\n\n\nSezione didattica del museo – Flavia Olivieri, direttrice\n\n\n\nCon il Patrocinio di:\n\n\n\nUniversità degli Studi di Bologna – Facoltà di Scienze della Formazione\n\n\n\nRegione Emilia-Romagna\n\n\n\nIstituto per i beni artistici, culturali e naturali\n\n\n\nProvincia di Bologna\n\n\n\nProvincia di Modena\n\n\n\nAmministrazione Comunale di Zola Predosa\n\n\n\nComune di Canneto sull’Oglio\n\n\n\nMuseo Civico – Raccolta del Giocattolo G.S. Furga\n\n\n\nIl Resto del Carlino- Fondazione di Ca’ la Ghironda\n\n\n\nSi ringraziano per la preziosa collaborazione:\n\n\n\n“I Burattini”\n\n\n\nLa Compagnia di Animazione Tradizionale Bolognese\n\n\n\n“I Burattini di Riccardo”\n\n\n\nIl Museo del Burattino – Budrio (Bo) – “Collezione Zanella–Pasqualini del Teatrino dell’Es”\n\n\n\nLa Corte Ospitale – Rubiera (Re) “Collezione Cesare Maletti”\n\n\n\nFondazione Otello Sarzi\n\n\n\nVittorio Zanella e Rita Pasqualini\n\n\n\nIvo Santucci (Intagliatore – Collezionista)\n\n\n\nGabriele Carpi (Collezionista)\n\n\n\nPremessa: la scelta di inserire all’interno di un ciclo ludico, socio educativo il mondo dei burattini deriva dalla presenza in esso di tratti tipici della comunicazione, della creatività e della storicità. Attraverso la Mostra il pubblico, specie quello dei più piccoli, può assimilare la storia osservando le diverse tipologie di costumi rappresentativi delle epoche e dei luoghi di provenienza dei burattini e i vari scenari e copioni posti a corredo dei protagonisti. Importantissimo, inoltre, è il ruolo educativo nella crescita dei piccoli che i burattini si trovano a dovere trasmettere, attraverso la favola “Pinocchio” di Collodi. Tematiche attualissime, impregnate di forti messaggi educativi, interpretati da personaggi-simbolo tipici di una società senza tempo. Così, attraverso una mostra, il messaggio culturale diviene trasversale, toccando temi diversi ma collegati fra loro: tradizioni a confronto (Modena, Reggio Emilia e Bologna, raccontate dai rispettivi personaggi tipici), la famiglia vista come soggetto dell’aggregazione nel gioco-apprendimento, l’arte che incornicia una mostra a contenuto altrettanto artistico, lo spettacolo visto come elemento ludico e la natura che da ogni angolo del Museo traspare nella sua semplice ricchezza di verde.\n\n\n\nLa mostra vede come protagonisti i Burattini tipici della tradizione popolare bolognese e del fu Gran Ducato di Modena. Unitamente a loro, per dare uniformità al messaggio culturale, saranno affiancati Pupi e Marionette che, pur non facenti parte della tradizione popolare locale, sono rappresentativi di un confronto sociale di classe fra Popolo e Corte, Municipio e Re.\n\n\n\nCopioni e scenari d’epoca e contemporanei faranno da cornice all’esposizione. Di taglio moderno e sperimentale sono poi i burattini in gommapiuma risalenti agli anni ’70. Affascinanti nel loro esistere i burattini contemporanei della moderna tradizione popolare, rivisitati nella tecnica di costruzione, sono quelli che caratterizzano la mostra per il loro numero, più di 80.\n\n\n\n“Quelle Strane Facce di Legno”, mostra-evento dedicata ai Burattini (1 marzo – 16 marzo 2003) sono state scelte fra le più importanti collezioni pubbliche e private del Territorio emiliano.\n\n\n\nI visitatori (bambini e accompagnatori) hanno così potuto immergersi in quella misteriosa e vibrante atmosfera che solo il mondo del teatro popolare può dare. Fra le pieghe degli antichi fondali vengono presentati Fagiolino e Sandrone, maschere popolari esponenti rispettivamente di Bologna e Modena, due città simbolo per il Teatro dei Burattini. Oltre agli esempi del Sandrone “rivisitato” dagli intagliatori bolognesi quali Frabboni, Santucci e Pazzaglia, sono esposti pezzi direttamente dalla Collezione Maletti (ultimo burattinaio puro della tradizione modenese) gentilmente concessi dall’Associazione “La Corte Ospitale” di Rubiera (Reggio Emilia), oltre a burattini dei coniugi della famiglia Pavironica e l’autoritratto-caricatura dello stesso Cesare Maletti; la collezione museale Zanella-Pasqualini del Teatrino dell’Es (Museo del Burattino di Budrio) ha concesso per l’occasione l’intera muta di burattini appartenuta alla famiglia Talon di Casalecchio di Reno.\n\n\n\nAltre realtà emiliane vengono rappresentate da alcuni significativi pezzi di Otello Sarzi, vulcanico burattinaio che ha vissuto fra tradizione e sperimentazione, del quale nell’occasione risalta la fiaba di Pinocchio e gli animali-burattini rivisitati in gommapiuma dipinta a mano.\n\n\n\nDue rari esempi dell’arte spontanea del Maestro Nino Presini, grande interprete della maschera di Sganapino e di cui si espone una versione dello Sganapino di Augusto Galli (creatore del personaggio a metà dell’Ottocento), testimoniano la presenza della tradizione bolognese.\n\n\n\nAl fianco del “domestico” Sganapino (burattino) è quindi il discolo Pinocchio di Collodi (marionetta). Riccardo Pazzaglia, rappresentante contemporaneo della tradizione bolognese e curatore – con la sua Compagnia – anche degli spettacoli, ha esposto, oltre alle maschere della commedia dell’arte, personaggi storici legati agli allestimenti teatrali che in dodici anni di carriera ha avuto il piacere di mettere in scena. Fra questi si citano Ugo Bassi (padre barnabita garibaldino), Giuseppe Verdi seguito da Rigoletto, Aida e Falstaff, e il Gruppo Medievale di quando Bologna era Bononia.\n\n\n\nPinocchio, personaggio antico ma sempre attuale per i grandi e piccini, viene rappresentato anche dal burattino di cartapesta e legno –dipinto a mano – costruito dalla ditta Furga di Canneto sull’Oglio (Mn nel 1946.\n\n\n\nOltre alla mostra/evento, è stato di sicuro interesse e divertimento scoprire le altre innumerevoli sorprese che i burattini, dapprima immobili con lo sguardo perso nel vuoto, hanno saputo far rivivere, poi, nel chiassoso teatrino specificamente allestito per gli spettacoli del 1°, 8 e 9 marzo pomeriggio e durante i due periodi pomeridiani di laboratorio creativo “Costruzione di Pinocchio, tubino – burattino” (sabato 15 e domenica 16 marzo).\n\n\n\nEventi e attività collegate:\n\n\n\nCalendario degli spettacoli \n\n\n\nLaboratorio creativo “Pinocchio Tubino Burattino”\n\n\n\nComunicato Stampa mostra “Quelle Strane Facce di Legno”Depliant del programma di GiocArte\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVITTORIO ZANELLA e RITA PASQUALINI\n\n\n\nMUSEO DEL BURATTINO E DELLA MARIONETTA DI BUDRIO – COLLEZIONE ZANELLA PASQUALINI \n\n\n\n\n\n
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